“Visibile parlare”: la Comedia per immagini e suoni…

n01La conversazione ha per filo conduttore della trattazione il profondo legame sinestetico tra arti figurative, letteratura e musica che dal Medioevo, epoca di Dante, ha profondamente segnato e influenzato la ricerca espressiva nei linguaggi letterari e artistici. La locuzione “Visibile parlare”, titolo dell’intervento, coniata da Dante nel IX Canto del Purgatorio, va proprio a definire efficacemente questo interscambio sensoriale tra vista, udito, olfatto, che nel Medioevo era vissuto nella quotidianità come normale nell’approccio al mondo sensibile. La grandezza del Sommo Poeta è stata quella di averlo saputo trasferire, con una meravigliosa immaginazione, anche nella creazione del suo oltretomba. 

Questo approccio sensoriale alla conoscenza della realtà oggi per noi è perso, ma l’arte in tutte le sue forme ha continuato a mantenerlo vivo nei secoli fino ad oggi. La critica artistica infatti, nel momento dell’analisi dell’opera, utilizza un linguaggio tecnico di indubbia “contaminazione” tra i sensi. Si parla infatti costantemente di ‘brillantezza’ del suono, di colore ‘sordo’, di tonalità ‘squillanti’ nel doppio senso, sia musicale che pittorico, di ‘timbro’ chiaro o scuro, ad es. nella voce, di ‘cromatismi’ in musica e di ‘ritmo’ in pittura.

 Nel comporre il mottetto Nuper rosarum flores per la consacrazione della Cupola del Duomo di S Maria del Fiore a Firenze nel 1436, il compositore fiammingo Guillame Dufay utilizza nei suoi tempi musicali, 6/4, 2/2, 2/4 e 6/8 le stesse proporzioni numeriche che regolano le misure della chiesa gotica e della nuova cupola, 6:4:2:3. Anche il famoso dipinto di Botticelli, La Primavera, è organizzato in una composizione governata da rapporti proporzionali di diapente (l’intervallo musicale di quinta). E ancora in pieno Manierismo il grande architetto Andrea Palladio scrive nel 1567: “Secondo che le proporzioni delle voci sono armonia delle orecchie così quelle delle misure sono armonia degli occhi nostri…”. Nel 400 Leon Battista Alberti aveva condensato il senso di questa frase in un’unica parola: eurythmia.

n01Verrà quindi per prima cosa effettuato un viaggio attraverso l’arte del tempo di Dante per mettere in risalto alcuni degli input visivi che possono aver ispirato il poeta per la sua Commedia. In seguito l’analisi di alcune forme retoriche nel poema che utilizzano gli strumenti musicali e le modalità esecutive della musica per definire alcuni aspetti dell’altro mondo, ci proietteranno nella musica medioevale, tanto cara a Dante. Infine la conferma che egli non è stato solo un grandissimo poeta del Medioevo italiano, ma un artista visionario, un classico per ogni tempo a venire: andremo a saggiare l’eredità della Comedia nell’arte post dantesca, dalle miniature che illustrano le prime edizioni dell’opera nel Trecento, passando per monumentali cicli ad affresco nel 400 e nel 500, analizzando poi dipinti e sculture che, soprattutto in epoca romantica hanno condiviso il gusto dantesco per il fantastico, fino all’arte contemporanea, che ancora trova nella Comedia una fonte di ispirazione potente e attuale.

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