L’Acciaio nel Giardino: quando la lettura condivisa scardina certezze. E aiuta a crescere...

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“Un libro dev'essere un'ascia per il mare ghiacciato che è dentro di noi.” – Franz Kafka.


E se quest’ascia la sguaini stando seduto sull’erba, l'effetto è ancora più strano....

Il 29 maggio 2026 il nostro Gruppo di Lettura ha fatto i bagagli e si è spostato al Parco Moretti per un 'picnic letterario', cercando quella conciliazione tra natura e lettura che attraversa da sempre la storia della letteratura.

Fin dalle bucoliche di Virgilio, il giardino è storicamente il luogo in cui ci si ripara per ritrovare l’autenticità, dove la pagina scritta si fonde con la terra e si rompe la rigidità delle quattro mura. Un’idea bellissima, quasi liturgica. 

Poi, però, apri il volume del mese, che era "Acciaio" di Silvia Avallone, e l'idillio bucolico si schianta a 1500 gradi dentro l'altoforno di Piombino.

Quest'anno abbiamo deciso che gli incontri dovessero essere attività condotte a turni da piccoli gruppi. Questa volta toccava a due ragazze del Club, che si sono trovate tra le mani un testo viscerale, crudo, che parla di via Stalingrado, di polvere di carbone, di cocaina e di un'adolescenza usata come moneta di scambio. È la storia di Anna e Francesca, due quattordicenni bellissime e feroci che cercano un riscatto impossibile all'ombra di una fabbrica che dà il pane e si prende le vite, culminando nella morte tragica di Alessio sotto una colata di ghisa. Una narrazione che non ti lascia vie di fuga. Gestire un testo del genere su un telo da picnic era difficile, ma le due conduttrici ci sono riuscite inventandosi stimoli tutt'altro che banali: ci hanno chiesto di trovare una canzone che descrivesse i personaggi, di scrivere una lettera direttamente a loro e di immaginare cosa succederà alle protagoniste dopo l'ultima pagina, quando i sogni si sono già spenti.

Ed è qui che il Club scardina le tue certezze. Quando leggi da solo nella tua stanza tendi a darti ragione, rintanata nella tua unica chiave di lettura. In giardino, invece, costretti a metterci nei panni di quei personaggi e a inventare pezzi delle loro vite, abbiamo scoperto reazioni e pensieri antitetici tra noi. Parlare delle vulnerabilità di Anna e Francesca ci ha permesso di esporre il nostro mondo intimo in modo protetto, rubando le parole degli altri per espandere il nostro vocabolario emotivo.

La verità è che la lettura condivisa è qualcosa di straordinario. Ti costringe a uscire dalla tua inerzia, ti dà gli strumenti critici e ti permette di ridisegnare i confini della tua intimità in una dimensione totalmente orizzontale. Discutere, sviscerare i testi e persino scontrarsi su una pagina ha un valore enorme: ci salva dall'isolamento delle nostre teste. 

Finché ci sarà un gruppo di lettori pronti a rinunciare a un pomeriggio da soli per farsi forgiare da storie travolgenti, condividere tazze di tè e mettersi profondamente in discussione attraverso i libri, la nostra quota di spontaneità rimarrà protetta.

Beatrice Baldan


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Consigli di lettura - GDL.pdf

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